Pompa sommersa: guida tecnica alla scelta e installazione

La movimentazione dei fluidi da profondità ipogee o da bacini di raccolta richiede una comprensione analitica dei principi della dinamica dei fluidi.

Una pompa sommersa, o più correttamente un’elettropompa sommersa, rappresenta una macchina idraulica operante in regime di totale immersione, concepita per superare i limiti fisici delle pompe centrifughe di superficie.

Se queste ultime sono vincolate dal limite teorico di aspirazione di 10,33 metri (ridotto a 7-8 metri nella pratica a causa delle perdite di carico e della pressione atmosferica), la pompa a immersione annulla questa problematica spingendo il fluido verso l’alto.

La progettazione di un impianto efficiente non può prescindere da una valutazione rigorosa delle necessità idrauliche, dove la variabile del prezzo delle pompe sommerse deve essere l’ultimo parametro di giudizio dopo la solidità costruttiva e l’efficienza energetica del gruppo motore-pompa.

Analisi funzionale della pompa sommersa: cinematica e dinamica del sollevamento idrico

Il funzionamento di un’elettropompa sommersa si basa sulla conversione dell’energia cinetica, impressa da un motore elettrico, in energia di pressione. Il liquido entra assialmente nel corpo pompa attraverso una griglia di aspirazione e viene accelerato radialmente da una girante in rotazione.

Questo processo è una complessa interazione fluidodinamica dove la forma delle palette della girante determina la capacità della macchina di vincere la forza di gravità e le resistenze interne alle condotte.

In termini tecnici, la forza centrifuga spinge il fluido verso la periferia della girante, convogliandolo nel diffusore che ha il compito di trasformare l’alta velocità del liquido in pressione statica.

Nelle pompe acqua sommerse destinate ad usi gravosi, l’integrità del sistema dipende dalla stabilità della camera di compressione. Il motore elettrico, accoppiato direttamente alla parte idraulica, è protetto da un sistema di tenute stagne che ne garantiscono l’isolamento elettrico assoluto.

Per chi produce pompe sommerse professionali, il problema centrale è il raffreddamento. Poiché il motore è sigillato, è proprio il liquido che attraversa la macchina a dover dissipare il calore accumulato dagli avvolgimenti.

Ne consegue che il dimensionamento della macchina deve prevedere una portata minima costante per evitare il surriscaldamento degli avvolgimenti statorici.

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Il Consiglio dell’Esperto Mancuso

Quando si installa una pompa in un serbatoio molto ampio o in una cisterna aperta, la velocità dell’acqua attorno al motore potrebbe essere insufficiente a raffreddarlo. In questi casi, è fondamentale installare una camicia di raffreddamento (shroud) per convogliare il flusso d’acqua lungo il corpo motore e prevenirne la bruciatura.

Dimensionamento idraulico avanzato: il calcolo della prevalenza totale e della portata d’esercizio

Determinare quale pompa sommersa scegliere richiede un calcolo analitico che integri la portata e la prevalenza. La portata (Q) rappresenta il volume di fluido che la macchina deve erogare nell’unità di tempo, generalmente espressa in litri al minuto o metri cubi l’ora.

Tuttavia, il dato più complesso da calcolare è la Prevalenza Totale (H), che non si limita al semplice dislivello geometrico tra il punto di pescaggio e quello di erogazione.

La prevalenza reale è data dalla somma della prevalenza geodetica (il salto verticale puro) e le perdite di carico localizzate e distribuite lungo l’intera tubazione di mandata. Queste perdite dipendono dalla scabrosità interna dei tubi, dal diametro nominale, dalla velocità di scorrimento del fluido e dalla presenza di valvole di ritegno, curve a gomito e raccordi.

Un errore sistematico nella scelta di una pompa a immersione consiste nel trascurare il punto di lavoro ottimale (Best Efficiency Point – BEP) sulla curva caratteristica fornita dal produttore. Se la pompa opera eccessivamente fuori da questo range, si innescano fenomeni di turbolenza e vibrazioni che sollecitano l’albero motore.

In contesti dove la pompa sommergibile deve alimentare impianti di irrigazione o sistemi di pressurizzazione idrica, è essenziale che la macchina mantenga una curva di prestazione stabile, ovvero una retta capace di garantire variazioni minime di pressione a fronte di fluttuazioni della portata richiesta.

Le Tipologie: classificazione tecnica per applicazioni civili e industriali

Esistono fondamentalmente quattro tipologie di pompe sommerse, ognuna progettata con una fluidodinamica specifica per rispondere a diverse esigenze di sollevamento e drenaggio.

Tipologia Pompa Applicazione Principale Tipo di Girante Passaggio Solidi (Max)
Acque Chiare Piscine, Cisterne, Irrigazione Chiusa (Alto rendimento) < 5 mm
Acque Sporche Cantieri, Drenaggio meteorico Vortex o Aperta 30 – 50 mm
Acque Nere/Reflue Fosse biologiche, Fognatura Trituratrice o Monocanale Variabile (triturati)
Pozzi Profondi Approvvigionamento da falda Multistadio (Inox/Noryl) Presenza di sabbia

3.1 La pompa sommersa per acque sporche

Le pompe sommerse per acque scure sono macchine progettate per il drenaggio di acque cariche, liquami e fluidi contenenti detriti in sospensione con granulometria che può raggiungere e superare i 40 mm.

Tecnicamente, queste elettropompe sfruttano spesso giranti di tipo “Vortex” arretrate, che creano un vortice nel corpo pompa capace di trascinare i solidi senza che questi entrino in contatto diretto con le palette della girante. Sono strumenti essenziali per la gestione delle emergenze in cantieri edili, lo svuotamento di stagni, fosse biologiche o il drenaggio di cantine allagate.

3.2 La pompa sommersa per acque chiare

Le elettropompe a immersione per acqua chiara sono ottimizzate per la movimentazione di grandi portate di fluidi puliti. Grazie a giranti chiuse che massimizzano il rendimento idraulico, queste macchine sono lo standard per svuotare piscine e bacini artificiali.

Rappresentano la soluzione ideale per l’irrigazione automatizzata prelevando acqua da vasche di raccolta piovana. La loro struttura predilige la costanza della pressione, permettendo di alimentare irrigatori e sistemi a goccia con estrema precisione.

3.3 La pompa sommersa per acque chiare e sporche

L’evoluzione tecnologica ha permesso lo sviluppo di modelli di pompe sommerse versatili, in grado di svolgere una doppia funzione.

Queste macchine sono dotate di basi regolabili o sistemi di filtraggio intercambiabili che permettono di passare dal drenaggio di acque pulite al sollevamento di acque cariche. Questa flessibilità le rende particolarmente apprezzate in ambito domestico per la gestione multifunzionale di infiltrazioni e manutenzione vasche.

3.4 La pompa sommersa per pozzi profondi

La particolare struttura di queste pompe sommergibili, caratterizzata da un design cilindrico (4″ o 6″), le rende adatte all’impiego in cisterne e pozzi artesiani.

Progettate per raggiungere grandi profondità, montano motori ad alta coppia e sistemi di pompaggio multistadio, dove una serie di giranti sovrapposte garantisce la spinta necessaria per superare i cento metri di profondità.

La struttura resistente, con corpo macchina in acciaio inox, assicura protezione contro la corrosione e la sabbia, mentre la scatola di accensione esterna facilita le operazioni di controllo.

La meccanica costruttiva: materiali, tenute meccaniche e protezione del motore elettrico

L’analisi dei materiali è ciò che giustifica la differenza di prezzo tra pompe sommerse economiche e macchine di grado professionale. In un ambiente sommerso, la corrosione galvanica e l’ossidazione sono rischi costanti. L’impiego dell’acciaio inossidabile AISI 304 o 316 per il corpo pompa, l’albero e le griglie di aspirazione è lo standard minimo.

La vera differenza sulla durata però la fa un componente che non si vede: la tenuta meccanica. È questa l’unica barriera che impedisce all’acqua di entrare nel motore e causare il corto circuito.

Le migliori pompe ad immersione montano doppie tenute in carburo di silicio o carburo di tungsteno, materiali con una durezza prossima al diamante, alloggiate in una camera d’olio che dissipa il calore e lubrifica le facce di scivolamento.

Il motore elettrico di una pompa sommergibile deve essere isolato in classe F o H, garantendo resistenza a temperature elevate.

La protezione termica integrata è essenziale per interrompere l’alimentazione in caso di sovraccarico o blocco della girante, prevenendo la bruciatura degli avvolgimenti. Nelle macchine trifase, la protezione deve essere estesa al quadro elettrico tramite relè termici o magnetotermici calibrati.

Automazione e controllo: dai sistemi a galleggiante agli inverter di pressione

L’operatività di una pompa sommersa non può essere affidata al solo intervento manuale. Per il drenaggio, il sistema più diffuso è il galleggiante automatico, un interruttore elettromeccanico che reagisce al livello del liquido.

Tuttavia, nelle installazioni professionali si preferiscono sistemi più raffinati come l’Inverter (VFD). Questo dispositivo modula la velocità di rotazione del motore in base alla richiesta d’acqua, mantenendo la pressione costante.

La protezione contro la marcia a secco è l’altro pilastro dell’automazione:

  • Sonde di livello: Interrompono il flusso elettrico se la falda scende sotto la soglia critica.

  • Pressostati: Gestiscono l’avvio e lo stacco in base alla pressione della condotta.

  • Vasi di espansione: Riducono il numero di avviamenti orari, preservando gli avvolgimenti.

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Il Consiglio dell’Esperto Mancuso

Non sottovalutare mai il numero di avviamenti orari indicati nella scheda tecnica della pompa. Un numero eccessivo di start/stop (causato magari da una perdita nell’impianto o da un vaso di espansione sgonfio) è la prima causa di rottura dei motori sommersi.

Guida all’installazione professionale: cablaggio, sospensione e manutenzione preventiva

Un’installazione errata può vanificare la qualità della migliore pompa sommersa sul mercato. Ecco i punti cardine per un montaggio a regola d’arte:

  1. Sospensione Meccanica: non utilizzare mai il cavo elettrico per calare la pompa. Impiegare una fune in acciaio inox o materiale sintetico ad alta resistenza.

  2. Giunzione Idraulica: utilizzare i raccordi rapidi (spesso inclusi da ¼, ½, 1 o 2 pollici) assicurando la massima tenuta per evitare ricircoli d’acqua nel pozzo.

  3. Cablaggio Stagno: la giunzione tra i cavi deve essere realizzata con kit a resina o guaine termorestringenti con collante interno.

  4. Valvola di Ritegno: fondamentale per impedire il colpo d’ariete e lo svuotamento della colonna di mandata.

La manutenzione preventiva prevede il controllo dell’assorbimento elettrico (Ampere) per verificare che la macchina lavori entro i dati di targa. In zone con acqua calcarea, un trattamento specifico del pozzo previene incrostazioni che ridurrebbero la sezione dei passaggi idraulici, garantendo la longevità dell’investimento.

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